Imprenditoria Femminile: incentivi e agevolazioni

Imprenditoria Femminile

L’imprenditoria femminile ha conosciuto un’ascesa irrefrenabile, a partire dal 2014: con la crisi sanitaria, si è però registrato un calo dello 0,29%, particolarmente concentrato nelle regioni del Centro.

Il settore dell’imprenditoria è stato per anni presidiato da uomini, ma le storie di successo dove ad essere protagoniste sono le donne, negli ultimi anni, non sono mancate. Il nostro auspicio è che il calo registratosi possa tramutarsi in crescita vertiginosa: sarebbe un autentico segnale di rinascita per tutto il Paese.

Le grandi idee, i progetti validi e latori di innovazione sono da incoraggiare, a qualsiasi costo: ciò che è però estremamente positivo sono le iniziative messe in campo per sostenere, con finanziamenti e incentivi, i business al femminile. Vediamo insieme le agevolazioni vigenti in materia!

I requisiti per accedere

Imprenditrici con esperienza, o di recente ingresso in ambito imprenditoriale, per loro le possibilità sono davvero moltissime; la Legge 215/94 prescrive che possano beneficiare di incentivi per la creazione e lo sviluppo d’impresa le micro, piccole e medie imprese, già formate o in avvio. Questo significa che anche gli small business, di cui mai come ora si sente parlare, sono idonei agli incentivi!

Qual è la conformazione dell’impresa, già in essere o in divenire, che può beneficiare dei fondi? Annoveriamo ditte individuali amministrate da una donna, società di persone o cooperative dove la presenza femminile equivalga almeno al 60%, le società di capitali che dove 2/3 dei dipendenti sono donne e la loro presenza nell’ambito dell’amministrazione equivalga a 1/3.

Ricordiamo inoltre che, nel caso di una piccola impresa già costituita, per beneficiare di agevolazioni per l’imprenditoria femminile, i dipendenti dovranno essere almeno 50 e il fatturato inferiore a 7 milioni di euro (o 5 milioni in totale di bilancio).

Le agevolazioni

Creare un’impresa conviene, se sai come farlo e a chi rivolgersi per avere un fondo destinato all’ imprenditoria femminile. Occorre analizzare bandi e disposizioni, siano essi regionali o nazionali, per scoprire quali sono le agevolazioni più adatte al proprio business. Da tenere monitorati, anche i regimi sperimentali come Opzione Donna, la possibilità per le donne di accedere alla pensione anticipata (a patto di scegliere per un assegno interamente calcolato con il metodo contributivo).

Ecco una panoramica sulle principali: 

  • Contributi a fondo perduto imprenditoria femminile: si tratta di finanziamenti che offrono la possibilità di rimborsare solo una percentuale dell’intero prestito; la parte restante del finanziamento viene erogata da istituzioni o pubbliche amministrazione. Non essendo prevista restituzione, rimane a carico di questi enti; fondamentale, consultare frequentemente i bandi per conoscere tutte le opportunità!
  • Fondo di Garanzia: è un accesso semplificato al credito, istituito dal Ministero per lo Sviluppo Economico; l’obiettivo è sostenere quelle aziende che non hanno garanzie sufficienti per richiedere un finanziamento. Dunque, è un accesso semplificato alla garanzia dello Stato, con copertura fino al 80% del finanziamento richiesto, messo a disposizione anche dell’imprenditoria al femminile.
  • Microcredito: finanziamento destinato alle imprese già avviate e alle professioniste per accedere al sistema bancario anche senza fornire garanzie. 
  • Finanziamenti Invitalia: interventi finanziari a favore dell’avvio e dello sviluppo d’impresa. Tra questi, ricordiamo in particolare “Nuove Imprese a tasso zero”: uno degli incentivi per la creazione di nuove aziende che si rivolge ai giovani entro i 35 anni e alle donne di tutte le età. Propone un prestito agevolato a tasso zero a copertura massima del 75% dell’investimento ammesso.

Come richiedere il finanziamento Invitalia

Prima di tutto: Invitalia è l’Agenzia nazionale di proprietà del Ministero dell’Economia, che gestisce gli incentivi per la creazione di impresa e per le startup. Per richiedere un finanziamento, occorre verificare per realizzare l’idea siano sufficienti 1.5 milioni di euro; l’IVA, purtroppo, non è agevolabile.

Un ulteriore, forse scontato, punto da controllare sono i requisiti di genere e anagrafici: nella specifica femminili, non ci sono limiti sull’età! Le imprese, invece, non devono essere costituite in società da più di 12 mesi.

Fondamentale è avere chiara la propria capacità finanziaria! Sia dal punto di vista interno che esterno; il progetto deve essere “auto-consistente”, cioè deve includere dall’inizio tutto ciò che è necessario alla sua realizzazione.

Il finanziamento agevolato senza interessi può coprire fino al 75% delle spese totali; e il restante 25%? Sarà onere dell’aspirante imprenditrice sostenere la spesa, con mezzi propri o con un prestito bancario.

Parte della tua abilità imprenditoriale si intravede dal business plan: racconta in modo preciso e dettagliato il tuo piano, sulla base dello schema che trovi sul portale di Invitalia; ogni affermazione deve essere adeguatamente suffragata da prove e argomentata. 

Quando sarà valutata la domanda che hai inoltrato? In base all’ordine d’arrivo. Questo non è però un buon motivo per agire in modo frettoloso e poco curato. Ricorda di aderire ai criteri ed essere trasparente in ogni parte della compilazione del bando!

Se come richiedere fondi per l’imprenditoria femminile ti è più chiaro, tieni a menti che i vari colloqui che sosterrai – telefonici, in video o in presenza – esigono grande rigore nelle spiegazioni e nella presentazione. 

Il Decreto nuove imprese a tasso zero ha fornito un boost alla spinta imprenditoriale della penisola. E tu, perché sei arrivata fino a qui? Dietro il tuo interesse c’è sicuramente una storia che merita di essere raccontata: noi non vediamo l’ora di sentirla, e di scoprire in che modo i nostri servizi alle imprese possono incontrare le tue esigenze. Contattaci, siamo ansiosi di conoscerti!

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