Bonus e agevolazioni fiscali per le imprese che fanno donazioni

Bonus e agevolazioni per le imprese che fanno donazioni

Per l’azienda intenzionata a fare donazioni, la questione di “a chi donare?”, e delle relative detrazioni e agevolazioni fiscali, può apparire complessa. Questo accade perché la legislazione ha subito interessanti modifiche con gli anni: ma vediamo di fare chiarezza sull’argomento, per mostrare l’effettiva convenienza – oltre alla buona azione, ovviamente! – dell’atto della donazione da parte delle aziende, e dei relativi bonus e agevolazioni fiscali.

Ricordiamo inoltre che a poter ricevere donazioni da parte delle impreso sono Onlus, associazioni di promozione sociale (Aps), organizzazioni non governative (Ong), fondazioni, associazioni riconosciute, associazioni e società sportive dilettantistiche ed enti pubblici.

Le aziende che fanno donazioni sono tantissime: per chi volesse unirsi a questo circolo virtuoso, ecco qualche informazioni sulle modalità. 

Deduzioni fiscali per l’azienda che effettua donazioni

Bellissima notizia! Ma definiamo cos’è la deduzione fiscale, chiarendo la differenza con la detrazione: non sono sinonimi. La deduzione permette di ridurre la base imponibile del proprio reddito complessivo sul quale poi si calcolano le tasse da pagare; la detrazione, invece è  la sottrazione di determinati importi dall’Irpef lorda, dunque diminuisce l’imposta da pagare. Per maggiore chiarezza: con la deduzione si agisce prima del calcolo dell’imposta. Con la detrazione, si agisce sull’imposta lorda calcolata e si arriva all’imposta netta dovuta.

La legislazione attuale stabilisce che se il donatore è un’azienda, e non una persona fisica, può beneficiare di una deduzione della donazione senza limiti assoluti fino a un massimo del 10% del reddito complessivo dichiarato. 

Grazie alle nuove regole, è stato abolito il tetto precedentemente fissato a 70 000 euro. E se la deduzione supera il reddito complessivo dichiarato dall’azienda? Nessun problema! Sarà possibile farla figurare nelle dichiarazioni successive, fino a un massimo di 4 anni dopo l’avvenuta donazione.

Maxi bonus per le aziende che donano beni al non profit

Non soltanto donazioni di denaro, ma anche merci, materie prime e qualsiasi tipologia di bene fisico possa essere ricevuto dal non profit, ed essere soggetti alla deduzione fino al 10% del reddito complessivo dichiarato. La prima condizione è che il bene donato sia utilizzato dall’organizzazione per svolgere la propria attività, per perseguire «finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale».

La seconda condizione prescrive che se il valore del bene si configuri come maggiore di 30 000 euro, o se – in virtù della natura del bene – manchino criteri oggettivi per stabilirne il valore, il donatore si procuri una perizia giurata che attesti l’effettivo valore del bene donato. Ciò deve avvenire nei tre mesi precedenti la donazione.

L’ultima condizione, è che la donazione risulti in un atto scritto. L’atto scritto dovrà contenere una descrizione dei beni donati e il loro valore.

Donazioni per l’emergenza Covid19

Ulteriori novità sulle agevolazioni fiscali per le aziende che effettuano donazioni derivano dalla crisi sanitaria attuale, e le ritroviamo nel Decreto Cura Italia. Le donazioni all’istituto superiore di sanità (Iss), a ospedali e enti di ricerca sono passibili delle disposizioni del Tuir.

La crisi pandemica ha portato lo Stato a stabilire che le imprese che effettueranno una donazione saranno beneficiarie della deduzione dell’intera somma erogata; è inoltre prevista la deducibilità ai fini Irap (imposta regionale sulle attività produttive), per donazioni in denaro e in natura.

Art bonus: donare alla cultura

Restauri e manutenzioni di beni culturali pubblici; ma anche sostegno ai luoghi della cultura (musei, biblioteche, archivi e parchi archeologici) e realizzazione di nuove strutture: se un’impresa vorrà contribuire a tutto questo con una donazione, avrà diritto a deduzioni speciali. Con l’introduzione di Art Bonus, si è cercato in questo modo a incentivare la solidarietà verso la cultura, il bene più prezioso d’Italia. 

L’unica regola? Che le donazioni non vengano effettuate in contanti. Dal 2016 è prescritta un’agevolazione fiscale al 65% per le erogazioni liberali a sostegno della cultura. Ma come si traduce questo per le aziende?

Per i soggetti titolari di reddito d’impresa (società e ditte individuali) ed enti non commerciali che esercitano anche attività commerciale il credito d’imposta è invece riconosciuto nel limite del 5 per mille dei ricavi annui.

Il credito d’impresa è utilizzabili in compensazione: 

  • mediante il modello F24;
  • a scomputo dei versamenti dovuti;
  • l’utilizzo in compensazione, che può avvenire nei limiti di un terzo della quota maturata, decorrerà dal 1° giorno del periodo d’imposta successivo a quello di effettuazione delle erogazioni liberali;
  • la quota corrispondente ad un terzo del credito d’imposta maturato costituisce, per ciascuno dei tre periodi d’imposta di utilizzo in compensazione, il limite massimo di fruibilità del credito;
  • in caso di mancato utilizzo in tutto o in parte di tale importo nei predetti limiti, l’ammontare residuo potrà essere utilizzato nel corso dei periodi d’imposta successivi, secondo le modalità proprie del credito.

Donare conviene, se sai come farlo. Speriamo che questo piccolo compendio sui bonus e le agevolazioni per le aziende che effettuano donazioni possa essere utile. Se hai ulteriori dubbi sulle agevolazioni riservate alla tua azienda, contattaci!